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Bardigiano

bardigiano

Storia

Riconosciuto ufficialmente dal decreto ministeriale del 1977, il bardigiano si insediò nella valle del Taro e del Ceno: probabilmente la razza è stata portata in Italia dalla Gallia belgica e dalla Spagna in epoca romana, e solo nel corso dei secoli si è affermata prevalentemente come cavallo da montagna.

Nel 1864 sono state ritrovate le prime descrizioni di esemplari bardigiani indicati come una “varietà di cavalli omogenea” che doveva essersi diffusa dall’Appennino emiliano occidentale fino alla Lunigiana. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il bardigiano risultava essersi quasi estinto, tanto che si cercò di accoppiare i superstiti con esemplari avelignesi e con i Franches-Montaignes, ma gli abitanti del luogo si opposero. Per non far perdere alla razza le proprie qualità caratteristiche, si fece in modo da far accoppiare gli ultimi esemplari bardigiani con cavalli autoctoni. Oggi i cavalli di razza bardigiana iscritti nel libro genealogico istituito nel ’77 sono ben 3240.

Caratteristiche

Essendo prevalentemente un cavallo da montagna, presenta una costituzione robusta e resistente: è infatti naturalmente dotato fisicamente per affrontare terreni impervi e scoscesi nonché per adattarsi al clima rigido tipico dell’ambiente collinare. I maschi non supera i 149 cm di altezza, mentre le femmine non vanno oltre i 147 cm, quindi può ben considerarsi un pony. Questa tipologia di cavallo presenta una testa leggera e dal profilo concavo, orecchie corte e occhi grandi, vivaci e molto espressivi, il più delle volte coperti da una criniera folta e lunga. Non è escluso che alcuni esemplari possano essere caratterizzati da una piccola macchia a forma di stella sulla fronte. Il collo è proporzionato, muscoloso e della giusta lunghezza, un po’ arcuato nei maschi, la spalla è mediamente inclinata, la groppa è larga, mentre gli arti si presentano robusti con appiombi regolari e con articolazioni ampie. La coda, come la criniera, abbonda di crine. Il manto può variare dal caratteristico baio al morello maltinto.

Il bardigiano è un tipo di cavallo capace di affrontare ogni specie di ostacoli naturali,  per questo è particolarmente adatto  per essere allevato e impiegato nelle aree di montagna o di collina e soprattutto su terreni accidentati. La sua conformazione fisica gli permette di fronteggiare e sopportare difficoltà e imprevisti senza irritarsi: le possenti masse muscolari e le articolazioni ampie e robuste unite alla taglia ridotta, al dorso elastico e all’andatura sicura e solida, rendono il bardigiano il cavallo ideale per il pascolo e per l’uso a sella da servizio, senza menzionare la sua utilità nel turismo equestre e nell’ippoterapia.

Dal temperamento docile, equilibrato e affidabile, è un esemplare abituato in modo naturale allo sforzo fisico, al lavoro e alla resistenza alla fatica, quindi oggi è anche molto usato nel trekking e per le passeggiate in campagna magari in zone montuose. Da un po’ di anni grazie a quel suo carattere volenteroso, viene impiegato anche nelle scuole di equitazione, nelle ginkane e negli agriturismi.

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