Cane lupo cecoslovacco: caratteristiche e cose da sapere

7 marzo 2013 0 commenti

cani di razza: il cane lupo cecoslovacco

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fascino di questo animale è sempre attuale, infatti il sogno di molte persone è di averlo come animale domestico ma, non potendo essere addestrato come un cane, la convivenza diventa poco fattibile. Le caratteristiche che distinguono il cane dal lupo sono legate alle sue origini: il lupo, infatti, ha cinque milioni di anni, il cane, invece, ne ha solo dodicimila; in questi cinque milioni di anni, il lupo è rimasto pressochè identico per taglia, forma del cranio, dentatura, comportamento sociale. Il cane, al contrario, in poco tempo ha assunto le forme più diverse, tali da indurci a dubitare che sia davvero un suo stretto parente. Eppure è proprio così, l’esame del DNA lo dimostra senz’ombra di dubbio.

Cane lupo cecoslovacco: la storia di un’evoluzione

Si è semplicemente autoaddomesticato. Aggirandosi nei dintorni dei primi villaggi, ha imparato a nutrirsi degli scarti e delle deiezioni umane. Ora è evidente che per fare lo spazzino non è necessario essere particolarmente intelligenti, forti, coraggiosi e gerarchicamente organizzati. Così, un poco alla volta, è cambiato, riducendo taglia, colore e tessitura del mantello, dentatura, volume del cranio e, conseguentemente, del cervello fino a diventare uno dei cani di razza più forti ed apprezzati al mondo. Ma se il cane è meno intelligente, gerarchicamente organizzato e forte del lupo, in compenso è molto più adattabile e ha potuto sopravvivere e moltiplicarsi specializzandosi nei compiti più diversi. Nessun lupo è veloce come un levriero, bravo a raggruppare pecore come un border, a fiutare tracce come un bloodhound, a riportare come un labrador.

Un tentativo coraggioso

Incroci tra cani e lupi, con l’idea di recuperare doti di forza e resistenza originarie, sono stati posti in essere in ogni epoca. Gli eschimesi, per esempio, lasciavano cagne in calore legate a un albero, nella speranza che qualche lupo solitario e (sperabilmente) non troppo affamato, le potesse fecondare. Per passare a tempi recenti (1923), l’olandese Leenert Sarloos iniziò la selezione di un incrociato lupo-pastore tedesco riconosciuto ufficialmente come razza dalla FCI nel 1981 sotto il nome di Cane lupo di Sarloos. Il tentativo non ebbe però molto successo e questa razza gode di modesta diffusione, al contrario del Cane Lupo Cecoslovacco, conosciuto ormai in ogni parte del mondo.

La sua storia ha inizio nel 1955, quando l’ingegnere Karel Hartl, colonnello della sezione Guardia di Confine dell’ Armata Cecoslovacca, concepisce il progetto di incrociare lupi con pastori tedeschi, al fine di ottenere ibridi che uniscano il vigore e la resistenza dei primi con la domesticità e le attitudini al lavoro dei secondi. Il primo tentativo viene fatto nel 1958, quando, in un recinto della lupa in calore Brita, viene introdotto un mite pastore tedesco maschio. Nonostante sia in piena ovulazione, Brita non mostra di gradire le sue timide avances e lo aggredisce  brutalmente. Per nulla scoraggiato, il tenace colonnello ricorre a un secondo maschio, più duro e deciso, che passa alle manieri forti, conquistandosi in un baleno i favori della bella riottosa. Dopo 61 giorni di gravidanza nascono cinque cuccioli, molto più simili alla madre che al padre, per aspetto e comportamento. Né, d’altra parte, poteva essere altrimenti, considerando l’impari lotta tra un patrimonio genetico consolidatosi nell’ arco di milioni d’ anni contro quello di poche migliaia del cane.

Intanto l’esperimento prosegue e nel 1964 Hardtl pubblica i risultati dei primi 6 anni di selezione e nel 1966 elabora una bozza dello standard relativo alla nuova razza. Fino a quel momento ha allevato quattro generazioni di ibridi che manifestano una sempre maggior uniformità di caratteri. La stessa Brita, accoppiata successivamente con un altro pastore tedesco, Kurtz Vaclavky, è fondatrice di una seconda linea alternativa. Nel 1968 infine, nell’allevamento della Polizia di Stato viene creata una terza linea, dal lupo Argo e dalla pastora tedesca Asta. Tra il 1970 e il 1976 Hartl inoltra ripetute richieste di iscrizione al Libro Origini, regolarmente respinte con le motivazioni più varie, complice una certa ostilità da parte degli allevatori di pastori tedeschi. I vari prodotti vengono comunque scrupolosamente annotati nei registri militari, sotto la denominazione di Cane lupo ceco. Viene utilizzato altresì il lupo Sarik, con le due femmine Xela e Urta z Phranieni Straze. L’incerta situazione politica del dopo ’68 induce i responsabili a trasferire gran parte dei soggetti in regioni meno turbolente, quali Boemia e Moravia (Slovacchia) e affidati alle cure del maggiore Frantishk Rosik, che si butta a capofitto nell’ impresa. Nel 1982 si incominciano finalmente a iscrivere i soggetti nei libri genealogici locali, sotto la denominazione di “cane lupo cecoslovacchio” e viene fondato il club di razza, con Rosik Presidente e Hardtl responsabile dell’ allevamento. Consapevole dei rischi derivanti da una consaguineità eccessiva Hardtl, nel suo Protocollo Operativo, raccomanda di mantenere alta la variabilità genetica, ma, purtroppo non viene ascoltato tanto che nell’ 82-83 ben il 77% delle cucciolate allevate in Slovacchia risultavano figlie dello stallone Rep z Poranien Straze. Un sapiente e metodico lavoro di selezione che si prefiggeva l’arduo compito di fissare e stabilizzare le caratteristiche di titpicità della nuova razza, contenendo al contempo il coefficiente di conseguineità entro limiti accettabili, è coronato da successo, dando luogo all’ approvazione dello standard da parte della FCI (1 giugno 1989) e finalmente al riconoscimento ufficiale (1 giugno 1999).

Cane lupo cecoslovacco: più cane o più lupo?

Difficile dirlo. Anche se di primo acchito può venir scambiato per un lupo, il cecoslovacco si differenzia dal progenitore selvatico sotto diversi aspetti, sia morfologici che caratteriali. Dal lupo ha ereditato il mantello, il taglio obliquo dell’ occhio, la struttura generale, le angolature non troppo accentuate, la resistenza, l’andatura sciolta ed elastica, il senso della gerarchia, la diffidenza verso gli estranei, il forte istinto materno (a differenza del cane domestico la femmina va in astro una sola volta all’ anno), la quasi assenza dell’abbaio (sostituito dal caratteristico “sbuffo”). Dal cane (nella fattispecie il pastore tedesco) la forma della testa (cranio meno voluminoso, assenza della depressione frontale tipica del lupo, arcate zigomatiche meno sviluppate, orecchie più grandi, a forma di triangolo isoscele piuttosto che equilatero). La “finestra della socializzazione” non così stretta come quella del lupo (dal 10° al 19° giorno) ma nemmeno così ampia come in certe razze canine (che puo’ protrarsi anche oltre la 10° settimana).Per questo è molto importante che il cucciolo entri in casa il prima possibile. Nell’insieme il cane lupo cecoslovacco è un animale ben proporzionato, agile, forte, resistente. Eventuali difetti di costruzione quali reni lunghi, dorsi insellati, appiombi scorretti, sono da imputare al pastore tedesco piuttosto che al lupo, la cui perfetta anatomia, è stata modellata nell’ arco di milioni d’anni dalla selezione naturale. Bisogna anche considerare che i pastori tedeschi inizialmente utilizzati da Hardtl arano cani in servizio alla Pollizia di Frontiera, scelti secondo criteri di lavoro piuttosto che di bellezza.

Prospettive ed eventuali rischi per il futuro

Grazie a un sapiente e illuminato lavoro di selezione, oggi il cane lupo cecoslovacco è, senza dubbio, tra i cani di razza che hanno raggiunto un eccellente grado di omogeneità, tipicità e prestazioni, suscitando il crescente interesse dei cinofili nostrani. A fronte dell’innegabile validità del risultato raggiunto, esistono non di meno alcuni potenziali rischi per il futuro. Primo tra tutti quello di una consanguineità eccessiva, con tutti gli inconvenienti del caso (diminuzione di vitalità e fertilità, comparsa di caratteri recessivi indesiderati, sbandamenti selettivi ecc.) Consapevoli di tale rischio, Hardtl e i suoi collaboratori avevano provveduto a mantenere una certa variabilità genetica inserendo linee alternative. Dopo il riconoscimento ufficiale e la conseguente chiusura del Libro Origini, questo non è più possibile e l’ eccessiva consanguineità potrebbe tornare a costituire un problema.

Secondo recenti studi, la percentuale di sangue lupini presente negli attuali soggetti è di circa il 20%. Accoppiamenti miranti ad accrescere o a diminuire ulteriormente tale percentuale potrebbero alterare in misura più o meno rilevante la tipologia della razza. Un secondo rischio ancora più grave è quello che il cane lupo cecoslovacco diventi un cane “ alla moda” finendo nelle mani di proprietari incompetenti, affascianti dal suo aspetto piuttosto che dalla sua anima, e di allevatori senza scrupoli. Il cane lupo cecoslovacco non è ne potrà mai essere un cane per tutti. Straordinariamente intelligente e sensibile, necessita di un proprietario che lo sia altrettanto. Gli esercizi d’ obbedienza, impostati sulla sopraffazione, il condizionamento e la coercizione ripetitiva finiscono per tediarlo o, peggio ancora, per mandarlo in depressione, facendolo chiudere in se stesso. Trattandolo come un pastore tedesco, come un cocker, dimostreremmo di non aver capito niente del suo 20% di sangue lupino. Che esige innanzitutto comprensione e rispetto. Solo così potrà darci il massimo, facendoci da guida e da maestro alla riscoperta della natura. Il carattere di un essere vivente non è che il riflesso della sua struttura biologica ed evolutiva. Modificare l’uno comporta inevitabilmente anche la modificazione dell’altra, secondo le misteriose leggi della correlazione già a suo tempo illustrate da Charles Darwin. Una selezione caratteriale che non tenga conto di ciò può produrre effetti imprevedibili e bizzarri, come dimostra il caso delle volpi di Belyaev.

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