<

CANI-GUIDA PER NON VEDENTI: COME SI ADDESTRANO E QUALI SONO I MIGLIORI

È noto ormai che il primo animale in assoluto ad essere entrato in contatto con l’Uomo non per aggredirlo ma per amicizia e collaborazione è il cane. Si ritiene, addirittura, che il periodo di primo addomesticamento è il Neolitico, ovvero circa diecimila anni fa. E da allora i rapporti – tranne i disumani che abbandonano per strada o torturano per gioco – non sono mai cambiati, garantendo rispetto e affetto reciproci. Nel tempo, poi, i metodi di addestramento del cane si sono evoluti, tant’è che questo animale risulta d’aiuto spesso fondamentale in diversi campi, dalla medicina all’investigazione. Finanche all’aiuto per le persone cieche.

Una funzione che è sempre più richiesta, per cui l’Italia è famosa e all’avanguardia nel mondo per le sue scuole di addestramento, ma anche – purtroppo – molto lenta nei tempi d’attesa, che possono spingersi anche oltre un anno dopo la richiesta. In particolare, la scuola forse più importante e che fornisce annualmente ben 50 esemplari (e non sono pochi) è la ONLUS “Centro di addestramento per cani guida” a Limbiate (MB), la quale si occupa di fornire in maniera completamente gratuita un cane addestrato ai non vedenti, consentendo loro di essere decisamente più autonome nelle attività quotidiane.

Si diceva, appunto, che tale ONLUS fornisce 50 esemplari: un numero sicuramente eccezionale. Questo perché educare un cane a svolgere attività complementari e ausiliari nei confronti dei non vedenti è esercizio assai lungo e complicato. Scuole come quella di Limbiate e le centinaia presenti in territorio italiano, quindi, operano un doppio lavoro di addestramento: in una prima fase si parla di opera nozionistica e teorica; nella seconda il cane viene consegnato alle famiglie, le quali lo educheranno per proprie necessità.
Ma come si addestra, quindi? Il procedimento, come detto, non è semplice ma se siete interessati potrete trovare risposta a molte delle vostre domande continuando a leggere quanto scritto di seguito.

Innanzitutto: che cosa serve?

  • Ovviamente un cane che risponda a determinate caratteristiche.
  • L’imbracatura con la maniglia.
  • Il bastone per non vedenti (tipico, lo avrete visto spesso camminando per le città).
  • Qualcosa che funga da ostacolo per abituare l’animale, siano essi un tombino, una scala ecc.

Attrezzatura e modalità di educazione
Prima di tutto, è opportuno addestrare il cane a diventare una guida per persone prive della vista utilizzando l’apposita imbracatura con maniglia di cui sopra (oltre, chiaramente, al guinzaglio). Perché la maniglia? Il fatto che l’imbracatura abbia questa presa particolare fa in modo che l’animale percepisca una differenza dal guinzaglio e capisca che, quando sente di avere addosso quell’imbracatura, è il momento per lui di assumere il ruolo di guida. Inizierà quindi a fare attenzione, controllando ed evitando tutti gli ostacoli simulanti il quotidiano che il padrone non può vedere. Una volta tornato ad indossare il guinzaglio, capirà che per lui è come se fosse un momento di pausa e svago e si comporterà normalmente.

L’educazione di un cane guida per ciechi avviene per lo più all’aperto, in esterna, in modo da insegnare al nostro amico a quattro zampe a riconoscere imprevisti e una gamma il più grande possibile di ostacoli. È importante che i gesti insegnatigli dall’educatore siano facili e di semplice apprendimento, oltre che intuitivi (solitamente si utilizzano in lingua tedesca in quanto idioma più prestato al comando; ma anche usare la propria lingua, producendo un suono più naturale e spontaneo – quindi più gradevole – non è assolutamente sconsigliato). Fate attenzione a come pronunciate dei comandi e a quali dite. Per esempio: se direte Bravo! all’animale, abbiate cura di farlo con un timbro di voce regolare. Mentre Fermo! dosatelo in base alla pericolosità dell’ostacolo.

L’addestramento procede per gradi
Addestrare un cane a diventare guida e aiuto per un non vedente non ha limiti di età, per cui è possibile iniziare anche con animali non giovani o piccoli. Tuttavia – come, del resto, per qualsiasi disciplina – prima lo avviate più vantaggi avrete. Inoltre, molto probabilmente, l’addestramento durerà leggermente di meno rispetto a un cane già adulto.

La formazione è importante che avvenga in maniera graduale e mai interrotta: iniziate con un’educazione di dieci o venti minuti, e man mano allungate il tempo degli esercizi. Avrete capito che addestrare un cane guida per ipovedenti significa fingersi ciechi e quindi simulare la vita di una persona cieca, compresi soprattutto gli incidenti possibili in situazioni vere in modo da potercisi soffermare e sottolinearli. Non usate lunghe frasi, ma parole chiave ripetute nei mesi con una certa continuità e differenziazione del tono di voce ogni volta che aumentano le difficoltà e cambiano le circostanze. Parola chiave per noi è quindi linguaggio semplice e assolutamente funzionale.

In ogni caso, prima di iniziare l’addestramento voi per primi dovrete informarvi, perché ogni scuola e ogni educatore hanno il proprio metodo.

I cani più indicati

Come per tutto, anche in questo caso non ci sono cani migliori o peggiori in assoluto: hanno tutti la stessa dignità e importanza nel quotidiano. Ma ci sono cani più portati e funzionali a seconda del settore, e la guida per ipovedenti non fa eccezione. È bene precisare che al di là della razza, sono solitamente gli esemplari femminili ad riuscire meglio nelle formazioni rispetto a quelli maschili, in quanto hanno già il loro istinto naturale che sfruttano crescendo i loro cuccioli (anche se vanno sterilizzate, in quanto potrebbero causare problemi e ostacoli quando vanno in calore).

Bisogna comunque scegliere bene la razza e la taglia del cane che si ha intenzione di addestrare, anche in base alla fisicità di chi andranno ad aiutare: se il padrone è basso o minuto, un cane troppo imponente e quindi sproporzionato rispetto al fisico del padrone potrebbe divenire esso stesso un ostacolo. E anche il carattere di entrambi gli elementi della coppia uomo-cane non vanno sottovalutati: se la cecità ha reso irascibile e/o irrequieto l’individuo, un cane giocherellone e docile fa al caso suo perché lo “consolerebbe” e gli darebbe sensazione di tranquillità.

Attualmente le razze più accreditate sono Labrador, Golden Retriever, Pastori Tedeschi, Pastori Scozzesi, Pastori Australiani e Pastori Belga, in quanto hanno dimensioni intermedie, sono forti e determinati ma hanno un carattere tendenzialmente tranquillo e docile.

Più in generale, anche se non fa parte degli esemplari sopra riportati, può essere adatto al compito di guida per ciechi ogni cane di taglia non tropo grande né troppo piccola e che abbia un carattere docile, premuroso, coraggioso, vivace ma non troppo e dotato di grande senso dell’orientamento.

Vi farà piacere comunque sapere (se non ne eravate già al corrente) che per legge un cane-guida qualunque sia la razza può entrare in qualsiasi mezzo di trasporto pubblico e ha libero accesso ovunque il padrone abbia bisogno che lo aiuti.

Il costo dell’addestramento di un cane per ipovedenti e come contribuire

Purtroppo, qui entriamo in una nota dolente. Nonostante addestrare un cane a fungere da occhi per una persona che è nata senza la capacità visiva o l’ha persa per qualche malattia o trauma dovuto ad un incidente possa risultare divertente e soddisfacente sia per chi lo educa sia per il cane stesso, tale operazione ha un costo alto, addirittura spropositato. Infatti, sono richiesti addirittura 20 mila euro.

Come al solito per quanto concerne il Bel Paese, i finanziamenti non raggiungono la sufficienza e si deve ricorrere a delle donazioni o altri tipi di campagne per sostenere delle spese così ingenti, che partono proprio dalla scelta del cane (gli animali vanno purtroppo comprati). Per esempio, al Centro di Limbiate gli animali sono dati dall’associazione Natalina ONLUS e da allevatori e privati. I finanziamenti, invece, derivano per lo più dall’associazione Lions Italia (circa il 45%), dalla Regione Lombardia. I privati, se vogliono appoggiare questa causa, possono farlo donando al 5×1000 (potrebbe essere il vostro prossimo investimento, se quest’anno volete differenziare e cambiare la donazione 5×1000).

Riepilogando, l’addestramento di un cane a diventare guida per non vedenti comprende, come equipaggiamento, oltre al guinzaglio anche la speciale bardatura con maniglia rigida, che gli permette di capire quando assumere la funzione di aiuto e guida e quando può giocherellare e comportarsi secondo propria natura.

Nel suo ruolo di occhi del padrone, imparerà ad evitare tutti gli ostacoli che si incontrano nel quotidiano (e se pensiamo alle nostre città, ce ne sono parecchi) come buche, gradini, tavolini, pali; oltre a guidare la persona affidatagli dietro comando (ovvero dritto, destra/sinistra e dietrofront girandosi). Apprenderà inoltre ad attraversare la strada quando priva del passaggio automobilistico (o quando il semaforo è verde) e ad ignorare gli altri cani o altri animali che potrebbe incontrare girando in città o al parco (avete presente che i cani quando si incontrano o si annusano o si ringhiano e abbaiano, o entrambe le cose? Ecco, un cane guida imparerà a non farlo).

Inoltre, cosa da non sottovalutare, saprà anche disobbedire al suo padrone quando capirà che è necessario per evitare un pericolo. È opportuno, infine, ricordare nuovamente che un cane addestrato a guida per non vedenti ha libero accesso in qualsiasi mezzo pubblico e ovunque il padrone abbia bisogno che lo porti. E questo per legge.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *