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Come curare la congiuntivite del gatto?

come curare la congiuntivite del gatto

Congiuntivite del gatto: i sintomi

Capita che nel corso degli anni il nostro felino domestico possa soffrire di infiammazioni più o meno gravi alla congiuntiva ovvero alla membrana che si trova sulla superficie interna della palpebra, che può presentare arrossamenti o gonfiori e uno scolo oculare che può variare dal sieroso al muco purulento.

I sintomi della congiuntivite sono quindi notevoli anche dal punto di vista meramente estetico: lacrimazione costante e sguardo triste del gatto sono solo due delle peculiari manifestazioni che subito dovrebbero porre in allarme il padrone spingendolo a capire cosa succede al proprio micio. La congiuntivite infatti può limitarsi a interessare un solo occhio oppure colpire entrambi gli occhi ed è una malattia che può verificarsi indifferentemente sia nei cuccioli che nei gatti adulti.

In ogni caso è sempre consigliabile rivolgersi subito al veterinario per far guarire nel minor tempo possibile il proprio amico felino. Nel caso in cui la congiuntivite abbia colpito entrambi gli occhietti del gatto, il veterinario saprà prescrivere il rimedio migliore e più efficace per debellare la malattia una volta per tutte. Nel frattempo però per far trovare un sollievo immediato al proprio gatto è possibile pulire gli occhi con soluzioni a base di camomilla. Si tratta di impacchi che vanno eseguiti usando tessuti molto morbidi o attraverso batuffoli di cotone immersi nella soluzione a base di camomilla o di calendula e acqua.

Bisogna sempre tenere a mente che gli occhi del gatto sono più delicati di quelli umani per cui, nell’applicare gli impacchi, non devo subire strofinamenti ma vanno puliti delicatamente e più volte al giorno. Inoltre usare un batuffolo di cotone per occhio agevolerà la risoluzione della malattia: infatti, se si usa lo stesso batuffolo su entrambi gli occhi malati, si finirà col peggiorare la situazione perché gli occhi risulteranno non puliti ma ancora potenzialmente infetti. Attenzione a non essere troppo ingenui nel credere che un collirio a uso umano possa alleviare la situazione: evitate assolutamente di usare prodotti a uso umano sugli animali. Scopriamo come curare la congiuntivite del gatto.

Congiuntivite gatto: quando diventa cronica?

Non è raro che i gatti soffrano di congiuntivite anche più volte durante la loro vita, ciò dipende da vari fattori tra cui la cura che lo stesso padrone dimostra nei confronti del proprio felino. Imparando infatti ad curare il proprio gatto in maniera seria e costante e controllandone la salute spesso, si può facilmente verificare se lo scolo oculare è normale o si presenta più mucoso e quindi cercare di tenere sempre puliti gli occhi del proprio gatto. Se  si riesce ad aver cura in modo attento del proprio felino, gli si possono evitare tante patologie e si riesce meglio a rendersi conto del suo stato effettivo di salute. Prestandogli le dovute attenzioni, infatti, risulterà più semplice evitare che una leggera congiuntivite sia trattata a dovere e che non diventi cronica.

Nella progressione della congiuntivite, infatti, è importante la tempistica: se la si prende in tempo rendendosi conto dei primi sintomi, bisognerà subito consultare il veterinario che procederà con l’assegnazione della cura e di determinati prodotti da far assumere al gatto. A questo punto sarà compito esclusivo del padrone garantire la corretta profilassi prescritta dal medico. Fattore importante durante la cura della congiuntivite è quello di non dimostrare mai al gatto la propria frustrazione per un’evetuale lenta guarigione della malattia, altrimenti l’animale ne risentirà dimostrando uno scoramento generale che non faciliterà il corso della patologia.

Congiuntivite gatto: quando arriva da un’allergia

In genere la congiuntivite è provocata da colpi d’aria o di freddo o anche da traumi o graffi che il gatto potrebbe aver ricevuto da altri animali. Oltre a queste, le cause della congiuntivite possono anche essere di natura allergica e legate quindi a infezioni da clamidiosi o mycoplasmi: la congiuntivite allergica si verifica maggiormente nei cuccioli.

Anche herpesvirus o reovirus rientrano tra gli agenti scatenanti dell’allergia: si tratta infatti di forme virali che risultano molto diffuse tra gli animali e specialmente nei gatti. L’herpesvirus infatti rappresenta anche la causa principale della rinotracheite infettiva per la quale bisogna vaccinare annualmente il gatto, perché si tratta di un’infezione piuttosto subdola: il gatto può anche risultare portatore sano del virus e non manifestare la malattia finché  non viene scatenata da un’altra causa esterna.

Allergie e congiuntivite

Poiché la congiuntiva è una membrana oculare che si trova perennemente esposta a insulti ambientali, è possibile che venga attaccata da diversi fattori di natura strettamente allergica. Gli elementi che possono provocare una congiuntivite allergica sono in genere i pollini, le polveri, alcuni alimenti e farmaci, verso cui anche l’uomo può dimostrarsi allergico, oppure tossine elaborate da germi. I sintomi sono più o meno simili a quelli che causano una normale congiuntivite, ovvero appaiono arrossamenti, irritazioni e uno scolo oculare particolarmente sieroso: in questo caso, però, la cura non sarà la stessa usata per la normale congiuntivite, ma sarà più profonda e mirata perché quella che va debellata è l’allergia. Quindi il veterinario prescriverà specifiche pomate o colliri a base in genere di antistaminici o cortisonici adatti proprio a combattere l’allergia.

Al pari di quella provocata da un’allergia, anche la congiuntivite causata da batteri non va presa sotto gamba. Normalmente sulla superficie dell’occhio germinano batteri, funghi e lieviti che possono determinare infezioni secondarie che possono essere ulteriormente fomentate da una malattia in corso. In questi casi la terapia usuale prevede il ricorso a pomate oftalmiche a base di antibiotici che bisognerà applicare fino a quattro volte al giorno per due settimane.

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