Gatto sacro di Birmania: caratteristiche e cose da sapere

7 agosto 2013 0 commenti

gatto sacro di birmania

Gatto sacro di Birmania: la storia

Il gatto sacro di birmania vanta un albero genealogico molto antico: i primi esemplari trovarono ospitalità in un tempio Khmer di Myanmar, l’attuale Birmania. La leggenda vuole che il tempio che li ospitava fosse stato all’improvviso assaltato e il suo gran sacerdote ferito a morte. Il gatto bianco fedele al sacerdote rimase tutto il tempo accucciato sopra il padrone e con lo sguardo rivolto verso la statua della dea dagli occhi di zaffiro: fu forse opera della dea se il manto del gatto assunse inaspettatamente un colore dorato e i suoi occhi divennero dello stesso colore blu di quelli della statua. Solo le sue zampe, che rimasero tutto il tempo poggiate sul corpo del sacerdote,  rimasero bianche a simboleggiare la purezza dell’animale. Da qui deriva la sacralità attribuita alla specie e il nome Sacro di Birmania. In Occidente il birmano è arrivato relativamente tardi:  il primo esemplare infatti fu mostrato in pubblico durante un’esposizione negli anni ’20. Da quel primo birmano, la razza ha subito alcune selezioni a opera di appassionati che resero il birmano come lo conosciamo oggi. Furono però degli allevatori francesi a salvaguardare la specie dall’estinzione durante le guerre mondiali. Il riconoscimento come razza a sé si è ottenuto solo nel 1966.

Sacro di Birmania: Caratteristiche

È dotato di un carattere molto socievole, amichevole e giocherellone, è tranquillo e si adatta in maniera del tutto naturale a ogni tipo di ambiente, infatti sa vivere bene sia in una casa grande che in appartamento. Si lega molto al padrone al punto da diventarne affettivamente dipendente, per questo se lasciato solo soffre molto la solitudine e l’assenza del padrone. Chi decide di prendere in casa un birmano e sa di doverlo lasciare solo per molte ore durante la giornata, può rimediare la propria assenza lasciandolo in compagnia di un altro gatto. In genere il birmano richiede molte attenzioni da parte del padrone quindi meglio assecondarlo e giocare con lui almeno un paio d’ore al giorno se non di più. È talmente ipnotizzato dal suo padrone che ama fissarlo in viso per molto tempo. Attenzione a come lo trattate: odia l’indifferenza. È un gatto che va d’accordo con tutti, per questo adatto a giocare con i bambini perché non diventa mai aggressivo anzi, si contende i giochi dei bimbi soprattutto i peluche. Idoneo anche per tenere compagnia alle persone anziane, ha un carattere talmente affettuoso e mansueto da essere una delle razze più idonee per la pet therapy.

Dai movimenti eleganti e fluidi, lo sguardo del gatto sacro di birmania è costantemente rivolto verso quello del suo padrone: il sacro di Birmania è il compagno ideale con cui condividere la quotidianità perché diventa da subito una presenza costate, forte e vitale nella vita dell’uomo che non riesce a fare a meno di giocarci e di viziarlo. Attenzione alle scatole e alle buste: si impossessa istantaneamente di tutte quelle che trova in giro per casa e a lui accessibili, infatti sviluppa una vera passione per le buste della spesa dove va a nascondersi e a intrufolarsi.

È un vero ‘gentle-cat’: gli esemplari maschi lasciano che le femmine e i cuccioli si sfamino prima di loro. Il birmano a differenza di altre razze quando sono tenute in casa, non soffre di obesità e sa regolarsi: una dieta sana è formata da crocchette sempre disponibili e messe in una ciotola insieme a una porzione di acqua fresca e da cibo umido. Poiché il manto è privo di sottopelo, difficilmente rischia di infeltrirsi o di annodarsi per cui è sufficiente spazzolarlo un paio di volte a settimana, mentre nel periodo della muta un bagnetto può essere utile a favorire la crescita del pelo nuovo eliminando quello morto. La pulizia dei begli occhietti blu va fatta una volta alla settimana usando una garza imbevuta di infuso di camomilla, mentre le orecchie possono essere pulite con una semplice garza asciutta che va usata però molto delicatamente. Le unghiette vanno accorciate di quando in quando per evitare graffi durante i giochi.

Lo standard

Il mantello del birmano si presenta a pelo semilungo: setoso e morbido al tatto, è privo di sottopelo ed è più corto sul muso e alle estremità mentre è più lungo sul resto del corpo. Il birmano si caratterizza per la ricca gorgiera che gli incornicia il musetto, mentre il pelo sull’addome è più lanoso e ondulato.

La testa presenta una fronte lievemente bombata e le guance belle piene, il mento è allineato alla punta del naso. La razza vuole che il naso sia alla romana, ovvero di media lunghezza con una leggera curvatura.

Le orecchie sono poste ben distanti tra loro, leggermente rivolte in avanti e hanno la punta arrotondata e una forma a triangolo. Gli occhi dallo sguardo intenso e dalla forma ovale sono di un bel color zaffiro. Il corpo è compatto e massiccio: gli esemplari maschi sono decisamente più grandi delle femmine e vantano una gorgiera più piena e maestosa.

La coda è a pennacchio e quasi sempre diretta verso l’alto e dev’essere di una lunghezza sufficiente a toccare la spalla.

I maschi possono arrivare a pesare anche otto chili, mentre le femmine sono decisamente più piccole e arrivano a 4,5-5 chili. Il birmano è un gatto colourpoint per cui presenta muso, orecchie, zampe e coda di colore più scuro mentre il resto del corpo è di un tipico colore a “guscio d’uovo”. I caratteristici guanti bianchi devono essere su tutte le zampe e non estendersi oltre l’articolazione: è accettata una lunghezza leggermente maggiore solo sulle zampe posteriori su cui si estendono da metà fino a tre quarti della zampa e terminano a V rovesciata.

I colori classici del manto sono il seal point ovvero il focato, il blue point è invece simile al grigio ardesia, il chocolate point è più caldo e chiaro rispetto al seal con punte marrone cioccolato, il lilac point invece prevede punte grigio rosato, il red point vuole le punte rossicce e il cream color crema. Le varietà di colore sono accettate con marcature tabby.

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