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I migliori brand alimentari per cani e gatti

i migliori brand per l'alimentazione di cani e gatti

Nella vita, purtroppo, si devono fare delle rinunce. Non possiamo permetterci di comprare tutto – o almeno la maggior parte di noi – per cui molto spesso bisogna scegliere se comprarsi una cosa nuova o risparmiare per andare in vacanza, andare una volta di meno al cinema o a cena fuori, non sperperare lo stipendio in qualcosa di cui sappiamo non sentirne il reale bisogno.

La rinuncia vale ancora di più, probabilmente, nel momento in cui decidiamo di adottare un animale domestico. Un cane o un gatto se con loro portano tanta felicità e divertimento, oltre che gradita compagnia, sono anche una nostra responsabilità, e quindi la loro salute dipende interamente da noi. Tradotto, significa spendere tanto tempo e denaro per loro in cure mediche, ciotoline, cuccette, palestrine e beni alimentari.

Proprio quando si tratta di nutrizione, la parola risparmio deve essere dimenticata sia per quanto riguarda noi esseri umani sia per loro. L’alimentazione è importante, e risparmiare e non informarsi su di essa molto spesso significa nutrimento di bassa qualità e meno sano. Ciò alla lunga può comportare anche deficit nutrizionali e malattie, facendo sì che il risparmio sul cibo vada necessariamente perso perché si andrà più spesso dal veterinario.

Oltre le apparenze

Sia chiaro fin da subito, comunque, che prezzo maggiore e marca famosa non sono necessariamente simbolo di qualità eccelsa. Spesso anzi i brand più blasonati non sono cruelty-free – ovvero sono testate su animali – e non usano ingredienti di qualità anche se li presentano come i migliori. Insomma, molto spesso non sono aziende sostenibili.

La prima cosa da fare quando si controlla un prodotto è verificare che gli ingredienti segnalati, per esempio il pollo e il manzo, siano effettivamente presenti nel bene alimentare e che ci siano in quantità più che sufficienti. E inoltre controllate che tale brand non usi cereali da coltivazioni OGM o carne da allenamenti intensivi – che sono tra l’altro molto inquinanti e meno qualitativi in quanto gli animali vengono sfruttati e maltrattati. Cercate inoltre le recensioni dei consumatori per capire il gradimento generale: non sono una fonte sempre attendibile, ma quantomeno danno un’idea ben precisa.

Ecco qualche brand sostenibile cui si può fare riferimento:

  • Denkadog, il primo brand di beni alimentari per cani che viene testato sull’uomo. Infatti i prodotti destinati ai nostri fidi sono gli stessi della filiera destinata ai prodotti per esseri umani: è quindi scontato che le materie prime debbano rispettare gli stessi rigidi controlli, uguali per ambedue le destinazioni finali di prodotto. Non ci sono quindi macinati di qualità infima, ma anzi ingredienti consumabili senza preoccupazioni anche da noi.

Il costo, magari, può risultare elevato rispetto ad altri brand più conosciuti, ma contate che non dovrete usare grosse quantità di prodotto per sfamare l’animale, e questo significa una maggiore durata. Inoltre gode della certificazione PETA come azienda sostenibile e cruelty-free.

  • Abbiamo poi Yarrah, importante e valida in quanto tra le sue risorse e materie prime troviamo unicamente alimenti biologici, privi di conservanti o additivi chimici e rigorosamente OGM.
  • O, ancora, Amì che porta sul mercato una gamma di prodotti alimentari canini completamente vegetale. E, soprattutto, è un brand attentissimo all’ambiente e altamente ecosostenibile.
  • Si può fare, invece, un po’ di beneficienza comprando Vecan di Vitadacani. Essa produce crocchette e il loro acquisto da parte vostra finanzia molte strutture che si prendono cura dei cani meno fortunati, che sono stati magari abbandonati o presentano malattie.

Tocca ai gatti

Anche per quanto riguarda i nostri piccoli felini i brand non mancano, ma come per i cani bisogna stare attenti a cosa si compra. Per quanto riguarda i gatti, bisogna comprare il loro cibo anche in base alla loro fase vitale. Ne distinguiamo tre: gattino, gatto adulto e gatto anziano.

La cosa non è assolutamente da sottovalutare, perché l’alimentazione di un gatto deve seguire perfettamente, adeguandosi, l’età del felino. Per cui la dieta alimentare dei cuccioli, che sono molto più attivi degli adulti e degli anziani, deve contenere quantità di proteine e di grassi più elevate in modo da fargli sviluppare al meglio ossa, denti e muscoli e da convertire molto velocemente le calorie in energia.

Gli adulti, invece, necessitano di poche calorie e il loro peso va controllato regolarmente. Infatti, se un gatto va in sovrappeso può presentare problemi simili a quelli degli umani in sovrappeso, come artrite, diabete o malattie cardiache. La loro dieta quindi deve comprendere un contenuto calorico e proteico molto più basso rispetto a quello dei gatti cuccioli, tranne quando una gatta è incinta o in fase di allattamento.

Menzione speciale per i gatti sterilizzati. Essi tendono ad ingrassare, per cui il loro fabbisogno energetico è il 20 o 30% più basso rispetto ai gatti non sterilizzati. Ricordatevi, quindi – lo farà comunque il vostro veterinario – di adattare la dieta alla sterilizzazione del micio e scegliete alimenti meno calorici. Ci sono brand o prodotti di brand più generici specializzati proprio per i gatti sterilizzati.

Infine, quando un gatto invecchia, la sua vita diviene molto sedentaria indi per cui la sua dieta deve contenere pochi grassi e proteine leggere, facilmente digeribili per non pesare sui reni.

Le marche più indicate, in genere, sono Almo Nature, MrF (per gatti sterilizzati) e Royal Canin, quest’ultima tra le più consigliate dai veterinari e specializzata anche per i felini sterilizzati.

Attenzione alle etichette

Come, del resto, per i cani, anche per i nostri piccoli felini più sana è la dieta più lunga e senza malattie è la sua vita. E il vantaggio è che le esigenze nutrizionali del gatto sono facili. L’importante è che leggiate bene e attentamente il retro delle confezioni o le etichette quando scegliete la loro alimentazione, e soprattutto verificate che contengano sempre questi prodotti:

  • Proteine, che provengano da carne, pesce o pollame identificato (ovvero il manzo, il tacchino, l’agnello, il pollo o il tonno. Diffidate da indicazioni come “prodotto a base di carne” che tradotto significa: scarsa qualità). Questa componente deve essere il 35 o 40% del prodotto.
  • L’amminoacido della Taurina, molto importante.
  • E poi vitamine, minerali, enzimi, acidi grassi (tra l’8 e il 15% del prodotto in base alla sedentarietà del vostro gatto) e acqua.

Non temete se trovate conservanti, sono purtroppo presenti ovunque per garantire la freschezza del cibo. L’importante è che siano naturali e non artificiali. Mentre evitate completamente brand che presentano questa lista di prodotti:

  • Sottoprodotti, carne o farina di ossa.
  • Zuccheri aggiunti.
  • Conservanti tossici come BHA, BHT, etossichina e gallato di propile.
  • Farina di mais.
  • Riempitivi di carboidrati.

L’importanza di una dieta varia

Veterinari e nutrizionisti sono concordi nel consigliarvi di alternare cibo in scatola e cibo secco. Quest’ultimo conviene perché potete lasciarlo anche per giorni nella ciotola, in modo che il gatto si serva da solo. Mentre quello in scatola dona varietà di sapore e contiene più acqua, importante soprattutto se il vostro felino beve poco e quindi gli fornisce un’idratazione supplementare. Ma a differenza di quello secco, va consumato entro un giorno altrimenti lasciato fuori dal frigorifero si logora piuttosto in fretta; lasciato in frigorifero, deve essere consumato entro tre giorni.

Una dieta varia è più equilibrata e gustosa per il micio, in quanto ben completa di minerali e vitamine.

Via l’egoismo

Siete vegani? Scelta molto comprensibile e per certi aspetti ecologica. Cercate però di mantenere il vostro intento di rispetto per l’ambiente per gli animali, capendo che un gatto è un animale carnivoro e per sua natura non può essere vegano. Necessita di una dieta sempre consistente di carne, pesce o pollame per mantenersi attivo e forte. Al contrario, privato delle proteine animali, si indebolisce ed è più soggetto a malattie.

E se si scambiano?

Alcune famiglie sono composte sia da cani che da gatti i quali, quindi, si trovano a convivere. Può succedere che il cane divori la ciotola del gatto o che il gatto assaggi e mordicchi gli alimenti del cane. Può, appunto, succedere e se accade molto saltuariamente, non è un problema e la loro salute non ne risente.

Non pensate, però, di prendere un’unica alimentazione per entrambi pensando di risparmiare: se le hanno differenziate, un motivo c’è! Per esempio i gatti hanno bisogno di più proteine e integratori vitaminici e minerali sono importanti per l’equilibrio della dieta felina. Un esempio su tutti? L’aminoacido taurina, già nominato sopra, non è presente nel cibo per cani perché il loro organismo ne produce abbastanza da solo.

La lista, naturalmente, potrebbe continuare. Cercando online si trovano tanti altri brand che presentano caratteristiche più o meno simili. Ma la parola d’ordine deve rimanere sempre la stessa: sostenibilità. La cosa bella è che ogni anno ci sono piccole aziende che timidamente presentano sul mercato qualche novità, rispettando l’ambiente, gli animali e la qualità.

Sta a noi fare la differenza: se siamo soddisfatti di uno di questi prodotti, non esitiamo a spargere la voce e premiamo queste aziende continuando ad acquistare i loro prodotti, facendo capire bene e chiaramente al mercato cosa i consumers prediligono e chiedono ad un’azienda.

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