Vermi nel cane: sintomi e cure

8 ottobre 2013 2 commenti

vermi nel cane

Vermi nel cane: quali sono i sintomi?

Nei cuccioli l’infestazione da vermi avvie­ne direttamente dalla madre al feto attraverso l’utero, oppure attraverso il latte dopo la nascita. In età adulta, l’intestazione si origina in maniera in­diretta, attraverso l’ingestione di larve di parassiti provenienti dall’ambiente esterno. Non è facile accorgersi subito che il cane è infestato da vermi, specie se l’infestazione è leggera. Di conse­guenza, il sospetto di verminosi esiste sempre.

Tuttavia è possibile rilevare una serie di sintomi che ne rivela sem­pre più chiaramente la presenza:

  • pelo opaco;
  • prurito anale;
  • comparsa occasionale di piccoli ver­mi biancastri nelle feci appena emesse;
  • affaticamento immotivato, inappe­tenza;
  • dimagrimento inspiegabile, diarrea e vomito;
  • comparsa di fenomeni allergici, ma­nifestazione di fenomeni secondari.

Le verminosi massive rendono più evi­denti tutti questi sintomi.

I vermi che possono infestare il cane appartengono a due grandi gruppi.

1. Vermi piatti o tenie (cestodi).

2. Vermi tondi (nematodi).

Tutti i tipi di vermi

I vermi tondi sono a loro volta di tre ti­pi differenti: ascaridi, ancilostomi, chiuridi, ognuno dei quali ha caratte­ristiche e comportamenti differenti.

L’ascaridiosi è una malattia causata da Toxocara canis e Toxascc-ìris leonina, nematodi biancastri lunghi fino a 18 cm. Gli adulti vivono nel lume intestinale (tenue), dove si nutrono assorbendoarninoacidi, vitamine e zuccheri già degradati. La malattia è in genere ca­ratterizzata da diarrea schiumosa, biancastra, associata a vomito quan­do questi ospiti vanno a interessare la parete gastrica.

L’intestazione può avvenire: nei cuc­cioli attraverso fa fase placentare quindi direttamente dalla madre, op­pure attraverso l’ingestione di uova emesse con le feci.

Le uova che giungono all’esterno contengono una larva; quando l’uovo viene ingerito la larva si libera nel­l’intestino e inizia il suo ciclo biolo­gico, che consiste in mute e migra­zioni (entero-epato-pneumo-tracheo­enterale) in modo che il parassita rag­giunga la sua sede definitiva e la sua maturazione.

Negli animali adulti alcune larve non raggiungono, alla fine della migra­zione, l’intestino ma restano nei vari distretti dell’organismo e qui vengo­no incapsulati. Una circostanza par­ticolare si verifica nelle cagne gravi­de. Durante la gravidanza parte delle larve incapsulate nell’organismo si mobilitano e, attraverso il circolo, ar­rivano alla placenta e quindi nel fe­to. Questo dimostra come sia possi­bile che cuccioli di 20 giorni siano già eliminatori di uova.

L’ascaridiosi è una zoonosi (malattia trasmessa dagli animali all’uomo). Il più esposto all’infezione di Larva nrigrans viscerale è indubbiamente il bambino, che può infestarsi per fe­nomeni di pica (ingestione di terra) o mettendo in bocca le mani sudice, ma anche gli adulti possono ingerire accidentalmente uova larvate dei par­assita con verdure mal lavate o poco otte o per eccessiva familiarità con I cane. Le localizzazioni della larva) più frequenti nell’uomo sono: il fega­to, il polmone, il bulbo oculare, con conseguenti distacchi retinici, e l’en­cefalo.

E’ necessario dunque ridurre i rischi di infezione con misure di prevenzione. In primo luogo si deve impostare un’efficace terapia antiparassitaria diretta non solo verso i cuccioli ma anche verso le cagne usate come fattrici. Inoltre sarebbe necessario effettuare regolarmente un esame delle feci in tutti i cani tre volte l’anno. An­che il rispetto, da parte di allevatori ma ancor più da parte dei proprietari, delle elementari norme igieniche e di educazione civica possono contri­buire in modo rilevante alla deconta­minazione dell’ambiente (come la raccolta e lo smaltimento delle feci).

Vermi nel cane: l’ancilostomiasi

Sempre causata da vermi tondi ricor­diamo l’ancilostomiasi sostenuta da Ancylostorna caninum e Uncinaria stenocephala; piccoli nematodi bian­castri lunghi fino a 20 mm. Sono pa­rassiti fortemente ematofagi, cioè si nutrono del sangue dell’ospite e quindi svolgono un’azione spoliatri­ce.

L’infestazione può avvenire per inge­stione di larve, ma esse possono pe­netrare nell’ospite anche per via per- cutanea, in quanto secernono sostanze cheratol itiche che permetto­no loro di arrivare al sottocute. Da qui, attraverso i vasi sanguigni e linfa­tici, compiono il normale ciclo all’in­terno dell’ospite per poi arrivare defi­nitivamente nell’intestino tenue. Anche questo parassita, durante la sua migrazione, compie delle mute. I parassiti ematofagi hanno la tenden­za a spostarsi in siti diversi della mu­cosa intestinale, sicché all’azione ematofaga diretta si associano nume­rosissime piccole emorragie intesti­nali. Colpisce tutti i cani in qualsiasi momento della loro vita, ma i più soggetti sono i cani da caccia, che camminando su terreni molli si im­brattano le zampe di terra umida che rimane attaccata soprattutto negli spazi interdigitali. L’azione patogena del parassita si esplica in una manife­stazione depauperativa causando diarrea emorragica, debolezza, aste­nia e anemia. Nei cuccioli può tal­volta essere causa di morte.

La diagnosi viene effettuata mediante esame coprologico e in base alla sin­tomatologia. Come terapia esistono in commercio numerosi antiparassi­tari, ma importante è sempre la profi­lassi di base sui seguenti punti:

  • trattare tutti i soggetti a rischio;
  • lavare le zampe del cane subito do­po la caccia;
  • rimuovere quotidianamente le feci dai ricoveri.

La tricocefalosi

È una malattia parassitaria sostenuta dal Trichuris vulpis, i cui adulti vivo­no nel cieco e nel colon e vi svolgo­no attività ematofaga. Questa patolo­gia è estremamente diffusa nell’ambiente urbano per la notevole resistenza delle uova. Appunto le uo­va, di aspetto caratteristico a forma di limone (si vedono solo al microsco­pio), vengono emesse con le feci. Al loro interno, per un arco di tempo va­riabile, si sviluppa la larva che rap­presenta la forma intestinale. Quan­do le uova vengono ingerite le larve si liberano, penetrano nelle pareti in­testinali ed evolvono nelle forme adulte. La sintomatologia è più o me­no grave in base all’entità dell’infe­stazione. Caratteristica di questa pa­rassitosi è la diarrea ciclica (cioè dura qualche giorno e poi si ripresenta dopo circa 20 giorni). Causa emissione di feci di colar giallo-ocra ma con striature di sangue; nelle forme croni­che i sintomi sono poco appariscenti. La diagnosi può risultare difficoltosa perché le uova non vengono elimina­te costantemente e quindi per un ac­certamento attendibile occorrono più esami fecali.

La strongiloidosi

L’ultimo nematode di cui ci occupe­remo è forse il parassita più diffuso e fortunatamente il meno preoccu­pante per la salute del cane. Ci stia­mo riferendo allo Strongyloicles stercolaris, che vive nel duodeno-digi u­no e si nutre di frammenti di muco­sa intestinale. Le uova, eliminate nell’ambiente attraverso il materiale fecale, contengono delle larve che, giunte allo stadio infestante, pene­trano nell’organismo per via percu­tanea; da qui attraverso il sangue e la linfa arrivano al cuore dove prose­guono per arrivare al polmone per poi risalire fino alla faringe. Arrivate in questa sede vengono deglutite e giungono nell’intestino dove si anni­dano nella parete. Sono causa di di­sturbi intestinali non gravi ma dura­turi e fastidiosi.

Poiché l’infestazione da vermi è sem­pre in agguato, è consigliabile una cu­ra periodica per evitare che le infesta­zioni diventino massive e provochino danni gravi. Si ricordi che la sverrnina­zione è indispensabile nei cuccioli, i quali devono essere trattati una prima volta già a 20 giorni e urta seconda volta a 40 giorni d’età. La svermina­zione va ripetuta ogni qualvolta si in­tenda vaccinare. Non basta quindi cu­rare il cane quando si scopre che è infestato da vermi, ma è raccomanda­bile sottoporlo a un programma di sverminazione periodica per evitare che le infestazioni diventino massive. Nella pratica quotidiana i veterinari prescrivono un vermifugo polivalente.

Qualora sulle feci dei cane si notasse­ro vermi grandi quanto un grano di ri­so e dalla configurazione piatta, ci tro­veremmo di fronte a una infestazione da tenia. Tra le tenie che possono infe­stare il cane e che appartengono al­l’ordine dei cestodi ricorderò l’Echi­nococcus granolosus e il Diphyliclium caninum.

2 Comments so far

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  1. #1 Sandra 7 aprile, 2015, 12:40

    Buongiorno vorrei solo sapere se faccio bene, ho un cucciolo di Labrador Retriver di 11 mesi e per evitare il rischio di parassiti intestinali di tanto in tanto gli do un pezzetto di aglio fresco che lui mangia senza fare storie e di gusto …ricordo che mia nonna diceva che fa bene per i parassiti intestinali. Voi che ne pensate? Se gentilmente mi rispondeste in forma privata. Grazie

  2. #2 Giulia 21 marzo, 2016, 19:51

    Il mio cane ha 50 giorno le ho fatto oggi la sverminazione ma sta poco bene e da prima che sta nella cuccia

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