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Allestire e mantenere il proprio acquario: istruzioni per l’uso

Come gestire l'acquario

Chi di noi, da bambino o anche in età adulta, non rimane affascinato quando fa visita ad un grande acquario aperto al pubblico, per godere della magia nel vedere pesci di tutte le dimensioni nuotare proprio di fronte al suo naso? Sicuramente ad alcuni non interessa questa esperienza, ma molti rimangono letteralmente ipnotizzati dal mondo marino, specie i più piccoli che in esso vedono un sistema completamente diverso dal loro.
Per questo quando siamo in età infantile o una volta adulti vogliamo riproporci quotidianamente un’esperienza simile in casa nostra in scala minore, ponendo un nostro personalissimo acquario domestico in un angolo specifico dell’appartamento. Anche perché oltre ad attrarre e lasciare a bocca aperta i bambini, l’acquario in funzione con le sue decorazioni si presta ad arricchire notevolmente l’ambiente domestico, dando un senso di pace, rilassatezza e suggestione.

Rispetto dei ruoli (e degli ordini)

Il primo errore da non fare pensando all’acquario è quello di associarlo immediatamente a piccoli animali marini che vi nuotano dentro, perché i pesci sono proprio l’ultimo step, gli ultimi che vanno inseriti. La vasca va infatti preparata in precedenza, operazione che non richiede un pomeriggio ma diverse settimane, perché bisogna pensare a quale tipo di vasca, che genere di acquario allestire e stabilire un tetto massimo di spesa – perché come sempre, anche in questo caso non tutto è uguale e non tutti possono ricreare tutti i tipi di ambiente marino. Ostacolo dato non solo dalle possibilità economiche, ma anche da quelle spaziali, quindi di dimensione della casa.

Dolce o salato?

La prima cosa a cui pensare, è se allestire un acquario di acqua dolce o un acquario marino. Alcuni di voi si chiederanno quale sia la differenza. Ebbene, essa dipende dal “modello” di habitat acquatico che avete in mente. Per cui un acquario di acqua dolce si presta ad ospitare, appunto, pesci e vegetazione che vive in fiumi e laghi; al contrario, un acquario marino – e quindi di acqua salata – è adatto ai pesci che vivono nel mare o quelli più esotici dei rari laghi salati (per esempio il Mar Caspio o l’ormai scomparso Lago d’Aral).
Una vasca marina, quindi, è adatta a contenere sia i pesci del vicino Mediterraneo, sia quelli particolari e super colorati degli oceani o di mari lontani, come quelli caraibici (in questo caso si scende ancora di categoria, e si parla di acquario tropicale). In particolare, i contenitori tropicali sono molto più costosi di quelli marini più “tradizionali” o di quelli d’acqua dolce, in quanto per ricreare al meglio l’ambiente naturale devono innanzi tutto essere di grandi dimensioni e poi ospitare organismi come i coralli o rocce vive.

Infine, non bisogna dimenticare che possono essere ricreati anche acquari salmastri, ovvero vasche di acqua dolce unita ad acqua salina.

Le dosi

Anche la quantità d’acqua di un acquario non è fattore arbitrario. In tal senso, la misura di tale dose per gli acquari è il litraggio, che per quanto riguarda l’acquario marino dev’essere di almeno 200 litri in quanto la fauna d’acqua salata è più delicata rispetto a quella d’acqua dolce, e necessita di parametri, come durezza e acidità ambientali, che restino stabili (e ciò è possibile solo in una cospicua massa d’acqua).

Il litraggio, invece, di una vasca dolce si attesta indicativamente intorno ai 50 litri o poco di più, e proprio per queste considerazioni un acquario dolce o dolce tropicale (con pesci che vengono da fiumi non europei, ma magari sudamericani o asiatici) è il più consigliato da tenere in casa, specie se è la prima volta che si entra in questo settore. Infatti, vasche e pesci d’acqua dolce con annesse attrezzature presentano costi più bassi, sono reperibili in praticamente ogni negozio di animale e hanno installazione e manutenzione più semplici.

Procediamo: allestire un acquario dolce

  • 1. La scelta dell’acquario: Proprio per la maggiore semplicità di allestimento e manutenzione e per il minore dispendio economico, e visto che questo articolo è dedicato anche a chi è alle prime armi, ci concentreremo sull’installazione di un acquario di acqua dolce. In esso possono essere messi pesci di diverse specie, dal classico pesce rosso a quello più particolare e meno conosciuto. Quando ci sono più varietà, l’acquario è misto o definito comunità, ma c’è anche chi sceglie di allevare solo una specie.

Ad ogni modo, il primo fondamentale passaggio è la scelta della vasca che conterrà l’acquario e i pesci, in base sì alle vostre possibilità ma anche ai vostri gusti (scendendo, naturalmente, a compromessi se necessario). Meglio, comunque, consultare il personale specializzato nel reparto acquatico dei negozi di animali, sicuramente capace di farvi le migliori proposte sulla vostra esperienza, sulle vostre disponibilità economiche e di tempo, e sulla quantità di esemplari che desiderate.
In generale, bisogna ascoltare il proverbio “Il troppo stroppia”. Nel senso che viene consigliato di partire da una vasca né troppo grande né troppo piccola, in quanto entrambe richiedono grande manutenzione. Idealmente, meglio partire da un contenitore di 40 massimo 50 litri, rettangolare e regolare. Vasca e accessori possono essere comprati anche online, su diversi siti, oltre a – naturalmente – Amazon (anche se come prima volta è sconsigliato).

  • 2. Dove posizionare la vasca: una volta capito quale acquario prendere, dovete scegliere la posizione migliore da destinargli all’interno del vostro appartamento. Non fatevi ingannare dal suo peso quando è vuota, perché una volta riempita aumenterà a dismisura per cui la base su cui l’appoggerete deve essere molto solida e resistente. Se pensate di non averlo, ci sono mobili creati apposta per sostenere gli acquari (e nel contempo svolgere altre funzioni, molto d’effetto per esempio sono le librerie sviluppate intorno ad una vasca) che si comprano sia su Amazon sia in negozi fisici.

Anche la sistemazione va valutata seriamente. Una vasca non deve essere esposta a luce diretta, sia perché dotato di luce artificiale più adatta a riprodurre l’ambiente, sia perché ha bisogno di temperatura costante. Evitate quindi le vicinanze alle finestre, che surriscalderebbero l’ambiente nelle ore più calde danneggiando pesci e vegetazione. Inoltre, qualora la vasca da voi comprata abbia l’alimentazione sul retro, attenti a non posizionarla contro il muro ma a lasciare un po’ di spazio per il filtro.

Badate che sia ben visibile, non solo per l’ovvio risultato estetico ma anche per poter controllare la situazione (capire quando pulire la vasca, se i pesci stanno bene); e che sia vicino ad una presa elettrica.

  • 3. Funzionamento di un filtro: come accennato, è importante non posizionare l’acquario a muro per fare spazio al filtro (nel caso l’alimentazione sia esterna; ciò non vale se la vasca ha alimentazione interna, ovvero ha il filtro sotto la sabbia). Qualunque sia l’alimentazione del vostro contenitore, i meccanismi di filtraggio sono due. Uno è quello meccanico, a lana vetro o filtrante o anche spugne e carbone attivo che filtrano le particelle di maggiori dimensioni; uno è quello biologico, in cui vengono posti dei cannolicchi in ceramica che sviluppano ed eliminano i batteri nocivi a piante e pesci.
  • 4. L’importanza della pompa e della luce artificiale: nella vasca deve necessariamente esserci la pompa per la circolazione dell’acqua, almeno una volta ogni ora. Inoltre, come anticipato, la vasca è dotata di un sistema di illuminazione artificiale, necessario soprattutto per le piante (meno ai pesci, che in natura nuotano anche in profondità). La potenza del sistema deve essere 1 watt per litro.
  • 5. La creazione dell’habitat: iniziate inserendo sul fondo sabbia e ghiaia, facendovi consigliare dal personale esperto quale dei due materiali è migliore in base ai pesci che avete scelto (possono essere anche entrambi) e in quale quantità. Sia che abbiate il filtro interno sia che non lo abbiate, la stesura deve essere omogenea.

Fondale sistemato, tocca alla vegetazione. Meglio riprodurre quella presente nei fiumi e nei laghi d’acqua dolce. Potete scegliere sia piante vive – che richiedono manutenzione, ovviamente, e hanno anche ruolo fondamentale per la serenità dei pesci – sia finte, di plastica, a puro scopo estetico. Le piante vive, però, consumano gli agenti inquinanti che causano la formazione di alghe alla lunga difficili da estirpare.

Insomma, proprio perché organismi reali, migliorano la qualità dell’ambiente e contribuiscono loro stesse alla manutenzione dell’acquario (se decidete di prendere piante reali, ricordate che le loro radici vanno messe sotto la sabbia e la ghiaia).

  • 6. È ora di riempire: quando l’habitat corrisponderà il più possibile alla vostra idea originaria, procedete a riempire la vasca quasi totalmente, lasciando un’altezza di circa due dita. E poi fate partire il filtro che fin da subito terrà pulita e limpida l’acqua. Non dimenticate, sempre per una questione di monitoraggio, di immergere nell’acqua il termoriscaldatore, avendo l’accortezza di far sì che rimanga sempre tra i 20 e i 25 gradi.

Tempo al tempo

Una volta riempito l’acquario penserete che è il momento di immergerci i vostri pesci colorati, ma non è così. Gli abitanti de facto dell’acquario sono gli ultimi che devono entrarci. Infatti, l’acquario tutto ben allestito di filtro e accessori va acceso e il filtro deve agire da qualche settimana a un mese intero per assestare i livelli di ammoniaca e nitriti acquatici e far sì che compaiano i batteri in caso di filtro biologico.

Quando il giusto tempo è trascorso, divertitevi a immergere questi piccoli e dolci animaletti acquatici e rilassatevi (o divertitevi, o entrambe le cose) a osservare i loro comportamenti, che non mancheranno di essere buffi e simpatici!

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