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I cani che hanno fatto la storia

Dietro un grande uomo… c’è un grande cane! Infatti non sono solamente degli uomini e delle donne ad aver fatto la storia, ma anche cani che sono entrati nel cuore delle persone e si sono fatti ricordare, attraverso libri o altri strumenti culturali. In questo articolo abbiamo voluto ricordarne alcuni, e forse almeno di uno di loro ne avete sentito parlare.

La coppia Balto & Togo

Balto e Togo erano due Husky posseduti da Leonard Seppala e vinsero le maggiori (per importanza) corse da slitta tipiche dell’Alaska. Entrambi nati nel 1919, Balto si spense all’età di 14 anni il 14 marzo 1933, mentre Togo riuscì a vivere due anni in più, morendo all’età di 16 anni nel 1935.

la statua del cane baldo a central park

Ma ovviamente non li ricordiamo solo per gli enormi risultati delle loro gare. Infatti, riuscirono a divenire eroi in seguito all’epidemia di difterite che scoppiò a Nome, una città dell’Alaska, nel Gennaio del 1925 e che visto l’alto numero di morti per antitossina, vide porre la città in quarantena.

Le medicine richieste, però, non potevano facilmente raggiungere la città né per via aerea né per via marina, né su rotaie, dal momento che la ferrovia più vicina era lontana 1000 km. Come fare?

La soluzione è passata alla storia come Corsa del siero. Visto che si organizzavano le gare su slitta, si pensò di portare le medicine a Nome utilizzando le slitte con i cani, un sistema solitamente usato per la consegna della posta.

L’organizzazione si rivelò geniale ed era formata da una ventina di mute di cani, i quali dovevano portare il medicinale dalla ferrovia a Nome. Diciotto mute, quindi, percorsero distante comprese tra i 45 e i 75km, ma le ultime due passarono alla storia.

Infatti la muta presieduta da Togo percorse 135 km, e l’ultima (quella di Balto) completò gli ultimi 80 km. Tutta l’operazione richiese circa cinque giorni, ma soprattutto venne svolta con una temperatura di -40 gradi sottozero. Un’impresa eroica, se pensiamo che quei 1000km erano percorsi dai corrieri postali in 25 giorni.

Da quel momento, la Corsa del siero viene ricordata in un’analoga corsa annuale celebrativa. Inoltre, Balto – il cane che completò gli ultimi 80km – gode di una sua statua personale, ancora ammirabile al Central Park di New York City.

Di questa storia, tuttavia, avrete sentito già parlare se avete visto il film d’animazione Balto, del 1995, prodotto da Steven Spielberg e diretto da Simon Wells.

La coppia Belka & Strelka

Ci spostiamo ora all’interno dell’immenso territorio dell’ex Unione Sovietica. Belta (che significa Scoiattolo) e Strelka (Freccia) sono due “colleghe” della più nota Laika, e come lei furono messe all’interno del programma spaziale sovietico e lanciate nello spazio per l’intera giornata del 19 agosto 1960 sul mezzo spaziale Korabl-Sputnik-2.

belka e strelka

Queste due graziose cagnoline godono di fama per essere state i primi animali domestici della storia a tornare a casa sane e salve. Se volete dar loro un salute, oggi riposano al Museo dei Cosmonauti di Mosca.

Blondi, il lato buono del diavolo

Non ci sono introduzioni per colei che era il cane di Hitler in persona. Lo spietato dittatore tedesco aveva già avuto in gioventù un cane della stessa specie di Blondi (ovviamente un pastore tedesco) che aveva dovuto dare via per problemi economici, ma che era tornato da lui dopo essere scappato.

blondi e hitler

Questo fece letteralmente innamorare Hitler dei pastori tedeschi e proprio perché consapevole di questa sua infatuazione, nel 1941 il segretario personale del Fuhrer gli regalò una cucciolotta che lui chiamò Blondi e alla quale si affezionò tantissimo.

La cagnolina dovette seguire purtroppo la stessa sorte di Hitler, e morì il 30 aprile 1945 dopo che il suo stesso padrone ordinò al medico di testare prima su di lei il cianuro che poi lui avrebbe usato per togliersi la vita. Infatti, quando i russi arrivarono trovarono il cadavere di Hitler, di Blondi e di un suo cucciolo.

Fido, una storia italiana

Fido fu trovato da Luca Soriani (operaio che viveva a Luco del Mugello, in Toscana) una mattina del 1941. Da quel momento, il cagnolino accompagnava Luca ogni mattina alla fermata del bus e poi la sera lo aspettava per riaccompagnarlo a casa.

la statua di Fido

Purtroppo, però, una sera Fido aspettò invano. Infatti il 30 Dicembre 1943 la fabbrica Fornaci Brunori di Borgo San Lorenzo, dove Luca lavorava, fu bombardata e lo stesso Luca vi morì.

Fido continuò ad aspettarlo alla fermata dell’autobus per tutti i successivi 14 anni di vita che lo aspettavano, sperando di rivederlo un giorno. Per questa sua cieca e illimitata fedeltà e amicizia, ottenne una medaglia d’oro civile, e per lui fu eretto un monumento in bronzo. Oggi riposa nel cimitero di Luco, di fianco a Soriani cosicché possa stargli vicino.

Hachikō, una storia giapponese

Analoga ma più famosa grazie al film del 2009 (regia di Lasse Hallstrom) è la storia di Hachikō (che significa “otto”, un numero fortunato nella cultura nipponica).

il cane Hachiko nel celebre film

Esponente della razza Akita Inu dal pelo bianco, Hachikō nacque nel 1923 e morì nel 1935, e viveva sotto la custodia di Hidesaburo Ueno, professore universitario all’Università Imperiale di Tokyo (i due vivevano nel quartiere speciale Shibuya).

Nato nel 1878, Ueno morì di ictus il 21 maggio del 1925 mentre si trovava in Università, per cui non tornò mai più a casa con il treno della sera, dove alla stazione lo aspettava come al solito il suo fedele Hachikō.

Come già abbiamo visto per Fido, il cane per dieci anni si recava alla stazione sedendosi ad aspettare il suo padrone. Accorgendosi di lui, alla stazione iniziarono a dargli cibo e acqua e, una volta morto, eressero un monumento in bronzo all’ingresso della stazione di Shibuya.

In sua memoria, ogni 8 aprile c’è una cerimonia per omaggiarlo cui partecipano tutti gli appassionati di cani con i loro animali.

La psicologa Jofi

Jofi era la cagnolina (razza Chow Chow) di Sigmund Freud in persona, e con lui visse dal 1930 al 1937. Proprio Freud la teneva in studio durante le sedute, perché a suo parere aveva il potere di tranquillizzare con i pazienti, in particolar modo i bambini e manifestava particolari atteggiamenti a seconda della situazione.

Jofi e il padre della psicoanalisi, Sigmung Freud

Se, infatti, Jofi percepiva che i bambini erano tranquilli si sdraiava con loro; se invece in loro percepiva nervosismo e tensione allora teneva debita distanza. Non solo: Jofi faceva anche da “segretaria” a Freud, avvicinandosi alla porta dopo che erano passati i 50 minuti tipici di una seduta, come a dire “è ora di andare!”.

Morì nel 1937, lasciando un grande vuoto al padre della psicanalisi.

Laika, eroina della scienza

L’abbiamo già citata parlando di Belka e Strelka: Laika è il primo essere vivente della storia che ha compiuto un volo completo intorno alla Terra. Fu lanciata nello spazio il 3 novembre del 1957 a bordo della Sputnik 2 (sempre sovietica) e purtroppo non tornò mai, perché pur essendo dotata di acqua e cibo la capsula non prevedeva il rientro a terra.

laika

Per questo non possiamo dire quanto tempo dopo il lancio morì, anche se ipotesi comune è che il decesso avvenne sette ore dopo il decollo. Sappiamo però che la capsula tornò in atmosfera cinque mesi dopo, il 14 aprile 1958 e si distrusse completamente.

A Laika dedicarono una targa commemorativa nel 1997 all’Istituto Aerospaziale di Mosca; la Russia fece stampare dei francobolli che la ritraevano e nacquero anche delle marche di cioccolato o sigarette in suo nome.

Oleg Gazenko, scienziato che era responsabile della missione di Laika, si disse rammaricato per la sua morte e che purtroppo non fu una missione di successo a causa delle scarse informazioni che riuscirono a raccogliere.

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