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Vestire gli animali serve davvero?

Da anni le persone che portano in giro il loro cagnolino – di solito di piccola taglia – con addosso un vestitino colorato o che richiama qualche personaggio pop vengono ampiamente criticate dai “puristi” degli animali, che sostengono serva solo a intralciarli e nulla di più. Ma vestire un cane o talvolta un gatto è davvero solo egoismo, solo appagamento nel rendere più buffo e simpatico il proprio animale domestico?

Tra innocente egoismo e necessità

Per molte persone è innegabile che vedere i cani – solitamente quelli di piccola taglia – con addosso vestitini e accessori, magari ispirati a anime, serie TV e film, sia una visione molto appagante, che mette il sorriso e rende ancora più buffo e amichevole il proprio animale. Ma incombono sempre nelle critiche di chi sostiene che tale mossa sia egoistica, e che gli animali per natura non hanno bisogno di essere coperti. E nella critica c’è anche l’accusa di ridicolizzare gli animali.

Ma gli animali, o anzi i cani (sono loro che praticamente vengono vestiti), hanno o no bisogno di essere coperti quando le temperature scendono? La risposta è, come al solito, che dipende. Dipende dal cane, dalla situazione, dalla temperatura. Ovviamente chi veste il proprio animale è certo che non si tratti solamente di un appagamento estetico, e che l’animale ne abbia bisogno. E forse tutto è vero.

Ci sono effettivamente cani che soffrono il freddo più degli altri, ed è vero che il proprietario dell’animale quando lo prende deve stare attento e imparare a capire se l’animale ha o no freddo. Ciò lo si può evincere guardando e notando se fidocerca posti caldi, se si piazza vicino ai caloriferi, alla stufa, o al caminetto. E soprattutto, punto a favore dei sostenitori dei vestitini per cani sono i cambi repentini di temperatura (come quelli che stanno avvenendo in questo periodo), che come non fanno bene agli esseri umani non fanno bene nemmeno a loro. E se in casa possono consolarsi appunto con i caloriferi e con le stufe, quando li portate a fare la passeggiata di routine non hanno gli stessi strumenti con cui ripararsi e in tal caso – se vi trovate davanti ad un esemplare particolarmente freddoloso – è giusto e anzi necessario coprirlo con un cappottino. Perché sì, c’è il pelo a proteggerli, ma non sempre riesce a infondere il calore necessario all’animale.

C’è poi il fattore moda: se siamo fashion addicted, lo siamo anche per il nostro cane (il classico Disney La Carica dei 10 insegna!). E’ ormai quasi normale vedere persone e cani coordinati, ma come detto ci sono ancora delle critiche nei loro confronti, soprattutto di carattere etico. E alcuni che sostengono sia di cattivo gusto. Insomma, che fare? Chi ha effettivamente ragione? I vestiti per animali sono “ok” o vanno demonizzati? Assolutamente no, ma non bisogna mai esagerare. E soprattutto bisogna adoperarli solo con cani che ne hanno effettivamente bisogno, animali che rischiano di prendere davvero freddo senza l’aiuto dei cappottini fatti apposta per loro.

Giusto e sbagliato

Per esempio, alcune razze piccole come il Chihuahua o lo Yorkshire soffrono molto il freddo proprio per la loro piccola taglia, per cui vi saranno molto grati se in casa fornirete loro una copertina e un caldo cuscino, e se all’aperto li vestirete adeguatamente. Ma non solo, senza considerare le razze va considerato che i cani molto piccoli e molto vecchio a volte necessitano di essere coperti per combattere il freddo, specialmente se avviene un crollo drastico delle temperature dal momento che la loro età è caratterizzata da muscoli deboli e sistemi di difesa che sono ancora acerbi (nel caso degli animali ancora in tenera età) oppure hanno smesso di funzionare bene (nel caso di animali anziani), per cui potrebbero non saper ben reagire ai cali di temperatura.

In particolare, i cuccioli potrebbero vivere in maniera più traumatica l’approdo >al mondo freddo, se fino a qualche giorno prima sono stati in compagnia del calore, del riparo e della sicurezza della loro madre. Se ci fate caso, i primissimi giorni lontano da lei tendono a tremare perché non abituati a stare da soli e a sentire temperature più basse a cui si devono ancora abituare. È opportuno in questo caso non vestirli, ma coprirli con le coperte e scaldarli con le mani, tenendoli in braccio: azione che loro apprezzeranno senza ombra di dubbio.

Come, però, vestire bene un cane senza danneggiarlo? Innanzitutto, il vestito in questione deve arrivare fino alla base della coda e coprire anche i lombi posteriori che, avendo meno grasso, sono più sensibili al freddo. Questo è un segnale che vi dice di lasciar perdere i vestitini che lasciano scoperta quella zona, e che quindi sono realizzati solo secondo senso estetico senza considerare quali siano i reali bisogni del cane. In generale, i vestiti dei cani devono essere comodi, adatti alla loro forma e alla loro dimensione, non devono infastidirli e causare loro pruriti. Soprattutto, non devono limitare i loro movimenti. Per il resto, fate vobis! Ovvero: fate come volete. Potete dare ai vostri cagnolini l’aspetto che volete, e siete sempre voi a decidere se vestire o no l’animale. L’importante è tenere conto della sua volontà, per cui se vedete che si gratta o che è nervoso significa che non vuole essere vestito.

Come detto, quindi, i vestiti per animali non sono il male, perché ovviano e sopperiscono a mancanze che magari il pelo dell’animale lascia quando fa troppo freddo. Quindi bello, sì, ma anche utile. Va operata tuttavia una distinzione tra l’abbigliamento in sé, ovvero i cappottini, e quelli che vengono definiti accessori, quindi fiocchi, gioielli, cappellini e così via e che sono caratterizzati da una totale inutilità effettiva dell’animale e quindi meno “difendibili”, se così vogliamo. E infatti i critici dell’abbigliamento per animali puntano proprio su queste chiccherie (che chiccherie non sono) nelle loro accuse di ridicolizzare le povere bestiole.

Insomma, comprare un accessorio che può essere un fiocco, un gioiello o un cappello per il cane è un gesto puramente egoistico, che non va condannato in toto ma comunque non è lodevole perché non aiuta l’animale, e nell’acquisto non entra in gioco il desiderio di farlo felice ma lo stessa volontà di apparire che subentra quando compriamo gioielli e accessori per noi.

Senza esagerare

Quindi, desiderio egoistico di sfogare la creatività estetica sul nostro cane, il quale giustamente non ha nemmeno l’idea del concetto di moda. Non ha interesse nell’apparire o nello sfoggiare un suo stile personale, preoccupazione che quindi rimane solo nostra. Per questo l’ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio tra il nostro desiderio di vestire gli altri – in questo caso, il cane – e le reali necessità dell’animale, cosa può effettivamente aiutarlo e cosa invece gli darebbe solo fastidi e impedimenti.

Soprattutto, se il vostro cane non ha bisogno di essere vestito non vestitelo, perché potreste fare peggio, accaldandolo. Poco importa se ci sono brand che millantano cappottini e tessuti traspiranti: il più delle volte non “funzionano”, e appunto fanno l’effetto contrario. Ad ogni modo, se ne ha bisogno allora potete essere felici, soprattutto perché l’industria della moda è al corrente di questa passione di alcuni padroni per i loro cani e propone sul mercato una quantità piuttosto vasta di capi d’abbigliamento, tra cui mantelline, gonne, golfini, cappottini, addirittura camicie e impermeabili. Senza contare foulard, cappelli, collane e più pratici e utili guinzagli, riproposti in maniera trendy e di design (e anche decisamente più costosi). Continuando, ci sono anche coperte, monili, borse da trasporto e bellissimi cuscini, oggetto che molti cani adorano soprattutto per dormire. In tutto questo è assolutamente importante che il tessuto impiegato non sia allergico per l’animale. Altrimenti, lasciate perdere. Come infatti dovrebbe essere per gli umani, anche e soprattutto per i cani (tendenzialmente più sensibili) è opportuno guardare sempre i materiali con cui certi oggetti sono prodotti.

Tutti più umani

Arrivando ad una conclusione, è probabilmente inutile accanirsi contro coloro che spendono anche diversi soldi per vestire i loro cani, anche se all’apparenza di altri può sembrare un’operazione ridicola. Se il cane non ha problemi, e se anzi ne ha bisogno è un’azione lecita, e soprattutto con i suoi soldi una persona ci fa quello che crede. E soprattutto è poco sensato criticare fortemente queste persone, quando ce ne sono altre realmente crudeli che abbandonano gli animali, lasciandoli a rischio digiuno e morte giornalmente e condannandoli a vivere nei canili.

Insomma, in questo caso è bene rivedere le priorità. È giusto insegnare alle persone a non oggettivare il proprio animale e a non trattarlo come un bambolotto, soprattutto a considerare anche la “sua opinione”, che in questo caso consiste nel rifiutare o manifestare fastidio a certe nostre proposte. E soprattutto prima di orientarsi sull’abbigliamento, è bene concentrarsi su altre necessità più importanti dell’animale.

Vi starete chiedendo perché alcune persone sentano il bisogno di vestire gli animali o comunque cerca sempre di umanizzarli, magari parlandoci o trattandoli come persone al loro pari. Molto spesso si crede che quello che va bene per noi va bene anche per loro, e si intende ad imporre il proprio canone estetico sull’istinto della bestiola, col rischio di snaturarlo.

Intanto i cani cercano di adattarsi come possono ai capricci dell’uomo, chiedendo, in cambio, solo amore. Al di là delle mode e delle tendenze.

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